Le ragioni di attrito in Formula 1 non mancano mai. Un esempio è la contrapposizione tra i piloti e la Federazione in merito alla concessione delle Superlicenze. La Federazione aveva nettamente aumentato il costo lo scorso anno e per il 2009 ha rincarato la dose. Ognuno deve pagare 10.400 euro, cioè 400 in più, 2008, per il documento di base,. Ogni punto iridato conquistato nel 2008 costerà 2100 euro, 100 in più rispetto all’anno precedente. Inoltre, bisogna anche versare anche 2720 euro di assicurazione. In base ai nuovi parametri, il campione mondiale Lewis Hamilton dovrebbe sborsare 218.920 euro per la sua licenza. Il sindacato dei piloti s’è molto irritato, chiedendo agli associati (quasi tutti sono iscritti, ma ci sono nomi eccellenti che non ne fanno parte) di non firmare. Il presidente federale Mosley si dice disposto a trattare, ma chiede conoscere i guadagni dei piloti, che ovviamente non vogliono renderli noti. In più la Fia spiega che incrementare la sicurezza costa e non è così sbagliato che parte di questi costi siano pagati dai maggiori beneficiari della maggiore sicurezza. Lo scorso anno i piloti arrivarono a minacciare lo sciopero. Quest’anno non si sa. Viene da chiedersi, nella fase confusa che la Formula 1 sta vivendo in questo momento, se questo modo di governare sia davvero conveniente o no. E poi, ai tifosi, interessano davvero questi temi?
La Ferrari è irregolare. Questa ha decretato una rivista tedesca specializzata, peraltro spesso attendibile ed informata. Motivo della irregolarità? Gli scarichi posteriori, costruiti secondo norme ora vietate. Eppure sarebbe bastata una semplice telefonata a Maranello per svelare l’arcano: gli scarichi sono effettivamenti quella della F2008, i nuovi arriveranno tra un po’, saranno testati nelle prove private e ovviamente la F60 sarà del tutto regolare al via del Mondiale. Leggerezza, dunque? Forse sì, forse no. Sembra che la Formula 1, come sempre di questi periodi, viva non solo di gossip (il che andrebbe benissimo) ma anche di veleni (il che va meno bene), specie perché nasce il sospetto che siano alimentati di soffiate effettuate ad arte, di imbeccate non sempre innocenti. Il che – a dirla tutta – appare in contrasto con la rinnovata concordia che le squadre esibiscono adesso che devono fare i conti con la crisi economica. Così come appaiono in contrasto con lo sbandierato clima di intesa le accuse (alcune velate, altre esplicite) alla Bmw che ha voluto a tutti i costi l’adozione del Kers. L’impressione è che la Formula 1 sia sempre uguale a se stessa. Il che, diciamolo, potrebbe anche essere un segnale positivo. In fondo, finora è andata benissimo così.
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