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Genova per noi, Genova per tutti

 
 
 
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Genova per noi è un’isola: c’è peccato e redenzione, caduta e risalita lenta. E’ continuità nel progetto Samp, ad esempio, dove le rivoluzioni sono sempre riforme e a cambiare è il tecnico mai il vero timoniere (Peppino Marotta, che giustamente piace e deve piacere ad una parte della proprietà Juve), con il solismo perfetto di Cassano. E’ cambiamento continuo, frenetico, nel rimescolare motivazione e campioni, progetti di giocatore e restyling accurati (Thiago Motta prima, Crespo ora) lasciando costanti due elementi, il vulcano Preziosi e l’acqua cheta Gasperini,con la certezza nel collettivo. In testa al campionato, adesso che la serie A è giovane: ma la crescita fino al tetto ha fondamenta solide. A Genova fanno meglio che altrove, in quasi tutti gli altrove d’Italia nel calcio. Hanno anche lo stadio più calcistico e meno futuribile d’Italia (quello dell’impianto sarà il vero problema di crescita di Genoa e Samp: in Champions lì non ce le fanno giocare!). Genova è per noi, che amiamo il calcio in Italia, un porto sicuro: osservate le mosse più recenti, sono sempre decenti. Preziosi ha il peso di uno scandalo che pare antichissimo e comunque figlio di una passione smisurata, di un innamoramento per il riscatto rossoblù che non lo assolve, ma nell’empireo genoano lo riscatta, santifica: non è un santo, nè può essere preso ad esempio se non per la dirigenza delle ultime quattro stagioni. Dagli errori, se si è intelligenti forti e profondi, si esce migliori: tanto perfetto è nessuno. Garrone non ha sperperato mai, ma gli piacciono i gioielli come Cassano e Pazzini: è un presidente presente che deve vincere la scommessa dello stadio. Vedere ora le genovesi prime e pensare ad un futuro mozzo per mancanza di un prato che valga Marassi sarebbe imperdonabile, come stava per essere imperdonabile - anni dopo Spagnolo - quella curva stretta del pullman della Fiorentina sulle membra di un altro tifoso. Passione e raziocinio: questo deve essere il segreto. Genova per noi, cantavano i Grandi Genovesi che erano della canzone. I Grandi Genovesi ora sono nel calcio e fanno bene a tutti. Genova per noi e per tutti.

 
 
 
 
 
 

Commenti

 
 
 
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  • 24
    paolo Settembre 18, 2009 - 17:32

    ricordo a tutti che lo scorso anno , la samp ha disputato un campionato di medio livello con finale di coppa italia e quarti di uefa .
    il tutto raggiunto con una squadra menomata in difesa e senza palombo per parecchio tempo . ritengo la samp ancora avanti ruispetto al genoa ma in ogni caso sara’ dura per tutti affrontare le compagini del capoluogo ligure . saluti

  • 23
    Per L. Settembre 18, 2009 - 16:55

    E meno male che ci sei tu L. a ricordarmi che devo crescere!
    Tu che tifi per una squadra che non ha mai vinto niente (neanche nella notte dei tempi, noi sì), che è tornata in A solo per questioni politiche, che è FALLITA (siete la Florentia, non dimenticarlo) che ha dato i natali al “terzo tempo”, salvo segnare con l’avversario a terra o con la mano, esultando pure…
    Io dovrò crescere ma tu puoi tifare solo Florentia…

  • 22
    Giacomo Settembre 18, 2009 - 15:26

    Caro Marcio si dice esaltazione e non esaltamento (magari oltre Tuttosport leggi anche qualche libro ogni tanto) per quanto riguarda L dico solo che se noi genoani siamo provinciali perché facciamo le vittime allora in Italia non esiste neppure una squadra non provinciale (vogliamo parlare del vittimismo di Roma, Juve, Napoli, Fiorentina e anche delle milanesi?). Sul provincialismo dei genoani sono d’accordo solo se riferito all’odio atavico per i cugini

  • 21
    Ste Settembre 18, 2009 - 09:42

    per L

    sei un poveraccio, sicuramente doriano

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