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Claudio Ranieri, allenatore della JuventusTorna il campionato, evviva il campionato. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

Amauri, attaccante della Juventus

A chi aveva qualche dubbio (noi no), a chi non ci credeva (noi no)
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Claudio Ranieri, allenatore della Juventus

Macché cinica e concreta, questa Juve è pro­prio bella. Prima in Champions League davanti al Real Madrid, prima in campionato con l’Inter, forse solo per pochissimo tempo, ma non importa.
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Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tutto­sport. com si ha modo di capire gli umori, di per­cepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si ri­vuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è an­che la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle ri­flessioni perché una partita così segna una svol­ta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestan­dogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’as­setto della squadra, il rapporto con alcuni gioca­tori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si in­travedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo ma­nifestato forti preoccupazioni sull’inizio di que­sto campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di com­petere per lo scudetto e per la Champions. Inve­ce è avvenuto qualcosa di importante. Innanzi­tutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambien­te, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ri­compattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambia­to volto e ha cominciato, paradossalmente, a gi­rare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai mi­nuti iniziali, minori distrazioni in difesa, insegui­mento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. In­somma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intel­lettuale con la quale abbiamo formulato le criti­che, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.

P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggez­za (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.

 
 
 
 
 
 
 

Nell’applaudire questa Juve vincente tran­quillizziamo chi può avere dei dubbi: Tutto­sport non abbasserà di un millimetro la guardia. Saremo sempre attenti nell’analisi e pronti a chiedere interventi anche drastici qualora i ri­sultati dovessero sollecitarli. Per il momento re­gistriamo alcuni aspetti positivi, segno che le cri­tiche aiutano a migliorarsi.
Innanzitutto l’atteggiamento di Ranieri che ci sembra più deciso, più pronto, più teso. Soprat­tutto in panchina. L’allenatore continua, nelle conferenze pre e post partita, a impaludarsi nel­la presentazione di alibi non richiesti e spesso sci­vola in battute non felici (come quella su Diego), ma non si può pretendere tutto. Accontentiamo­ci di quanto sta facendo sul campo e nello spoglia­toio. Insomma, un cambiamento importante ri­spetto al passato che lascia ben sperare per il fu­turo visti anche i tanti assenti per infortuni.

 
 
 
 
 
 
 

E’ stata la serata di Del Piero, è stata la serata della Juve, è stata anche la sera­ta di Ranieri che può finalmente tirare un so­spiro di sollievo dopo tanti brutti momenti. L’allenatore è persona intelligente e capirà che c’è ancora molto da lavorare, ma ci piace sot­tolineare a quanti guardavano a questa rosa con scetticismo che, evidentemente, la materia prima non manca. Il riscatto della Juve arriva nel momento più importante: bentornata Juve, c’era bisogno che battessi un colpo. E che colpo.

 
 
 
 
 
 
 

Avevamo descritto tutto: la crisi di risultati (e non ci voleva molto), la crisi di spoglia­toio, la crisi dirigenziale. La Juve ha grossi problemi da ri­solvere, ma noi continuiamo ad essere ottimisti e in­sistiamo nel ritenere competitiva questa rosa che, però, deve essere gestita da altre mani per coniu­garsi finalmente con una vera mentalità vincente. La Juve gioca male, è sfilacciata, non punge e si difende con an­goscia. Ora è pure ridotta ai minimi termini per gli infortuni. Sono questi i problemi da risolvere in at­tesa dell’incubo Real Madrid.

 
 
 
 
 
 
 

Apro questo nuovo blog ripartendo da una delle opinioni espresse da uno della nostra community. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

L’argomento più dibattuto su tutte le tv è sicuramente la Juventus e Ranieri. Discussioni animate, a volte sopra le righe.

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Alex Del Piero è patrimonio della Juve: lo dice Ranieri, lo sanno i tifosi. L’anno scor­so è stato capocannoniere e trascinatore della squadra, come, del resto, aveva fatto nella sta­gione precedente quando era diventato il sim­bolo di una formazione mortificata e sbattuta in serie B. Insieme a Buffon, Camoranesi, Ned­ved, Trezeguet ha resistito, ha combattuto e in­fine ha riportato la Juve nei sacri lidi che le competono: Champions e lotta scudetto. Di tut­to questo va tenuto conto per rispetto al cam­pione e all’uomo.
Ranieri si ritrova fra le mani un patrimonio di risorse che deve tener conto del passato. E lo sa benissimo.

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