
Macché cinica e concreta, questa Juve è proprio bella. Prima in Champions League davanti al Real Madrid, prima in campionato con l’Inter, forse solo per pochissimo tempo, ma non importa.
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Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tuttosport. com si ha modo di capire gli umori, di percepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si rivuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è anche la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle riflessioni perché una partita così segna una svolta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestandogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’assetto della squadra, il rapporto con alcuni giocatori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si intravedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo manifestato forti preoccupazioni sull’inizio di questo campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di competere per lo scudetto e per la Champions. Invece è avvenuto qualcosa di importante. Innanzitutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambiente, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ricompattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambiato volto e ha cominciato, paradossalmente, a girare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai minuti iniziali, minori distrazioni in difesa, inseguimento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. Insomma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intellettuale con la quale abbiamo formulato le critiche, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.
P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggezza (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.

Nell’applaudire questa Juve vincente tranquillizziamo chi può avere dei dubbi: Tuttosport non abbasserà di un millimetro la guardia. Saremo sempre attenti nell’analisi e pronti a chiedere interventi anche drastici qualora i risultati dovessero sollecitarli. Per il momento registriamo alcuni aspetti positivi, segno che le critiche aiutano a migliorarsi.
Innanzitutto l’atteggiamento di Ranieri che ci sembra più deciso, più pronto, più teso. Soprattutto in panchina. L’allenatore continua, nelle conferenze pre e post partita, a impaludarsi nella presentazione di alibi non richiesti e spesso scivola in battute non felici (come quella su Diego), ma non si può pretendere tutto. Accontentiamoci di quanto sta facendo sul campo e nello spogliatoio. Insomma, un cambiamento importante rispetto al passato che lascia ben sperare per il futuro visti anche i tanti assenti per infortuni.

E’ stata la serata di Del Piero, è stata la serata della Juve, è stata anche la serata di Ranieri che può finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo tanti brutti momenti. L’allenatore è persona intelligente e capirà che c’è ancora molto da lavorare, ma ci piace sottolineare a quanti guardavano a questa rosa con scetticismo che, evidentemente, la materia prima non manca. Il riscatto della Juve arriva nel momento più importante: bentornata Juve, c’era bisogno che battessi un colpo. E che colpo.

Avevamo descritto tutto: la crisi di risultati (e non ci voleva molto), la crisi di spogliatoio, la crisi dirigenziale. La Juve ha grossi problemi da risolvere, ma noi continuiamo ad essere ottimisti e insistiamo nel ritenere competitiva questa rosa che, però, deve essere gestita da altre mani per coniugarsi finalmente con una vera mentalità vincente. La Juve gioca male, è sfilacciata, non punge e si difende con angoscia. Ora è pure ridotta ai minimi termini per gli infortuni. Sono questi i problemi da risolvere in attesa dell’incubo Real Madrid.

Apro questo nuovo blog ripartendo da una delle opinioni espresse da uno della nostra community. Leggi tutto

L’argomento più dibattuto su tutte le tv è sicuramente la Juventus e Ranieri. Discussioni animate, a volte sopra le righe.

Alex Del Piero è patrimonio della Juve: lo dice Ranieri, lo sanno i tifosi. L’anno scorso è stato capocannoniere e trascinatore della squadra, come, del resto, aveva fatto nella stagione precedente quando era diventato il simbolo di una formazione mortificata e sbattuta in serie B. Insieme a Buffon, Camoranesi, Nedved, Trezeguet ha resistito, ha combattuto e infine ha riportato la Juve nei sacri lidi che le competono: Champions e lotta scudetto. Di tutto questo va tenuto conto per rispetto al campione e all’uomo.
Ranieri si ritrova fra le mani un patrimonio di risorse che deve tener conto del passato. E lo sa benissimo.