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José Mourinho, allenatore dell'Inter
L’Inter continua ad essere sempre e solo Ibrahimovic. Anche contro la Fiorentina si è visto lo schema unico dei nerazzurri: palla a Ibra che ci pensa lui. Su azione o su calcio piazzato è lo stesso. La Juve, soprattutto quella visto nel secondo tempo contro il Bologna è più squadra. Pensate che i bianconeri hanno già utilizzato più giocatori di tutti: 30 (Inter 27, Milan 26). Un dato che fotografa la situazione. Infine continuiamo a domandarci se il calcio italiano avesse proprio bisogno di un tipo come Mourinho. Anche ieri il tecnico dell’Inter è stato espulso per intemperanze. Ma la faccia finita con questi atteggiamenti.

 
 
 
 
 
 
 

Ranieri è un signore e ri­sponde sempre al telefo­no, ci sarà rimasto male quan­do Mourinho ha lasciato squil­lare a vuoto il cellulare veden­do apparire il numero del col­lega. Chissà che cosa voleva dirgli l’allenatore della Juve. Di sicuro, il tecnico nerazzur­ro si è comportato male per l’irriverenza (non è la prima volta) e per l’indelicatezza esi­bita nel comunicare l’episodio ai giornalisti. Non è stato l’u­nico scivolone di Mourinho. Ieri mister Josè è stato prota­gonista di un autentico show mandando in onda la sua rab­bia contro la stampa, contro Ranieri e Spalletti, contro un clima che non gli piace e lo in­duce a contare i giorni che lo separano dal suo mese e mez­zo (beato lui) di vacanze. Dal­l’alto dei 9 milioni di euro che guadagna all’anno è facile pontificare contro tutti. In fondo, se dovesse finire male, andrà via con un bel mucchio di soldi e tanti saluti alle chiac­chiere e a chi si arrabbia. Pronto a firmare un altro con­tratto miliardario. Però lui specifica: «A me non piace la prostituzione intellettuale…». Da urlo.
Al di là dell’aspetto coreogra­fico e delle simpatie o antipa­tie che suscita Mourinho, abi­tuato spesso a spaccare l’opi­nione pubblica per le sue posi­zioni forti, il tecnico dell’Inter ha usato parole e concetti ver­gognosi per un motivo molto chiaro: ha paura e non regge la pressione. L’avete visto al termine del suo intervento? Aveva gli occhi lucidi come se stesse per piangere e il suo vol­to era provato come dopo una notte insonne. Gli altri allena­tori che lavorano in Italia, pur non percependo gli stessi com­pensi di Mourinho, sono inve­ce temprati a reggere le tensio­ni. E, francamente, una spara­ta come quella del tecnico ne­razzurro rappresenta una ve­ra novità (negativa) per il no­stro campionato. Guardate le reazioni che ha suscitato. Ri­portiamo una perla della con­ferenza stampa: «E’ meglio che Marino e Novellino non giochino contro Roma e Juve. Che mandino la seconda squa­dra o la Primavera. Chissà, magari sarà meglio anche per noi perché sta arrivando il giorno dello scandalo». Che cos’è questa? Istigazione? O invece, considerandolo un semplice paradosso, soltanto tanta paura per un avversario che si è avvicinato in classifi­ca? Torniamo su questo tema perché è forse quello centrale. Mourinho ha un punto in me­no rispetto all’Inter dello scor­so anno guidata da Mancini e nell’imminenza dell’incontro di ritorno contro il Manche­ster ricordiamo che nell’ulti­ma Champions i nerazzurri furono eliminati negli ottavi. Dunque, il tanto esaltato Spe­cial One rischia di non fare meglio del suo predecessore. Comprendiamo lo smacco, meno le parole usate per lo spavento.

 
 
 
 
 
 
 

Sapevamo che la vittoria in coppa Italia avrebbe ridato nuovo slancio alla Juve e così è stato. Intendiamoci nulla di trascendentale a Catania, ma più volte avevamo invocato un maggior cinismo da parte della squadra di Ranieri e anche quello è finalmente arrivato. Ennesima dimostrazione di crescita di una formazione che pur non brillando riesce a cogliere un successo importantissimo per la classifica (soprattutto dopo due sconfitte consecutive in campionato). Apprezziamo anche quel filo di irritazione con cui Ranieri ha accompagnato l’insistenza delle obiezioni sul rigore non dato al Catania. Di clamoroso, ma di veramente clamoroso, sotto la voce “errori arbitrali” quest’anno c’è soprattutto il fuorigioco di Maicon nella sfida fra Inter e Siena. Il resto appartiene a un’ordinarietà che ciascuno può vedere con la propria lente d’ingrandimento. E allora ben ci sta il rimbrotto di Ranieri a tutta la sua categoria affinché mantenga un atteggiamento più distaccato (come il suo) dinanzi a certi episodi. Un discorso che farebbe molto bene a recepire Mourinho tutto intento, invece, a stilare classifiche di torti subiti dalla sua squadra sfiorando, adesso sì, il ridicolo. Della partita di Catania cogliamo anche altri due aspetti positivi: 1) Buffon (incerto solo sul gol subito) tornato su livelli di eccezionalità che gli sono abituali, 2) Le ottime prove di Camoranesi e di Tiago. Insomma tre campioni che saranno veramente indispensabili in vista anche della sfida di Champions contro un Chelsea che non avrà più in panchina Scolari. L’esonero dell’allenatore dei Blues avrà come immediata conseguenza il rilancio di Drogba? Forse, di sicuro le sorprese saranno anche altre.

 
 
 
 
 
 
 

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Dopo cinque anni Juve e Inter davanti. Diverse per tante ragioni, messe contro dalla storia e dalla rivalità tra i due tecnici Mourinho e Ranieri, ma simili per impostazione tecnica: si vince col fisico debordante e senza un regista vero in mezzo al campo. Centravanti forti e linea mediana in cui i muscoli contano più della geometria. La Coppia Pesante Juve-Inter lancia la sua sfida al campionato e alla tecnica di Roma e Milan: arriveranno in fondo i muscoli e la personalità bianconerazzurre o il palleggio giallorossonero?
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