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Apparentemente non è successo niente. Usiamo una forma dubitativa perchè va data una spiegazione al vuoto decisionale dopo l’ennesima riunione sullo sta­to di crisi della Juve. Il silenzio più rumoroso è quello del­la proprietà che ha preso atto della situazione, è conscia della gravità del momento, sa benissimo che la squadra è in una fase di stallo tecnica e di risultati, ma non inter­viene. Anzi, fa sapere che deve essere la dirigenza a risol­vere il problema. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

Del Piero rinnova con la Juve
F« atemi divertire» era solito dire l’Avvocato al­la sua Juve quando giungeva in elicottero a Villar Perosa.
John Elkann, nipote di Gianni Agnelli, ieri a Pinzo­lo è arrivato in elicottero, ha assaporato un’atmosfe­ra simile a quella del passato e ha pronunciato lo stesso concetto: «Fateci divertire». Aparte il plura­le (che fa la differenza), la similitudine è evidente, co­me il forte segnale di una Juve tornata specchiarsi nell’entusiasmo travolgente dei tifosi.
Il numero uno di Exor, con la sua presenza, ha da­to grande peso al rinnovo contrattuale di capitan Del Piero. Ci teneva. Anche per ribadire concetti a lui cari, come quello di un calcio sostenibile, in gra­do di autofinanziarsi e di raggiungere comunque risultati sportivi di livello assoluto. Elkann ha visto all’opera la sua nuova Juve ed è rimasto impressio­nato dal lavoro che sta svolgendo. Se n’è andato con una grande impressione negli occhi e nel cuore.
Bisogna dare atto alla società che, quest’anno, sono stati compiuti i passi giusti nel solco di un progetto che ora potrà davvero risultare innovativo e vin­cente.
Fateci caso come tutto appaia più comprensibile e condivisibile: le mosse di mercato (ancora aperto, non dimentichiamolo), il rinnovato staff tecnico e medico, persino il prolungamento del contratto di Del Piero realizzato al momento più opportuno e cioè all’inizio della stagione.
Riscontriamo anche un atteggiamento corretto nel­l’evitare adesso facili e contagiosi entusiasmi. Siamo solo all’inizio e bisogna rimanere con i piedi per ter­ra. Per fortuna Ciro Ferrara conosce benissimo cer­te trappole e sa evitarle. C’è da imboccare nuova­mente la strada del successo: i lavori sono in corso.

 
 
 
 
 
 
 

La Juve non può vivere di alibi: la serie B, la difficile risalita, la ricostruzione, il proget­to. Basta! Ieri John Elkann ha detto stop alle chiacchiere e «pensate a vincere». Finalmente! Era ora che dalla proprietà si levasse un nitido messaggio in grado di riposizionare la Juve nel suo alveo naturale lontano dalle modestie delle ultime settimane. Ne abbiamo viste e sentite troppe in questi giorni: era necessario chiarire. Il progetto «economicamente sostenibile» (che coinvolge anche lo stadio) proceda pure, ma quello sportivo è, al momento, deludente. E co­me potrebbe essere altrimenti? I risultati (nes­suno finora) dei bianconeri piacciono a tutti tranne che ai tifosi della Juve. Un motivo ci sarà e forse diventerà necessario prendere qualche decisione importante a fine stagione. Lo spar­tiacque dovrebbe essere il raggiungimento o meno del secondo posto.
Su un altro punto Elkann è stato netto: non ha confermato Ranieri «a prescindere» come inve­ce aveva detto qualche giorno fa l’amministra­tore delegato e direttore generale Jean Claude Blanc. «I bilanci si faranno alla fine della stagio­ne » ha detto il proprietario della Juve. Giusto.
La squadra deve dare il massimo per vincere tutte le cinque partite che restano al termine. Un’azienda sportiva come quella bianconera deve raggiungere dei risultati ogni anno, altri­menti è indispensabile intervenire.
Badate, questo concetto è ben presente ai gioca­tori. Tutti, dal primo all’ultimo, si sono battuti avendo questo convincimento nella testa. Ma i 66 infortuni non sono colpa loro, né tantomeno della sfortuna. Come non sono responsabilità dei giocatori le continue recidive o le partite se­rali o gli anticipi bislacchi o le scelte tecniche improbabili o le «sviste» arbitrali.
L’incontro Blanc-Lippi non può essere motivo di «disorientamento» per dei professionisti, ma, forse, certe cose si possono anche organizzare con maggiore accortezza. Siamo convinti che l’intervento di John Elkann riporti alcuni argo­menti nei giusti binari. Appuntamento a fine stagione.