
I casi della vita: ora la Juventus dovrà tifare per Ranieri, l’allenatore che solitamente offre il meglio di sé nel suo primo anno di lavoro e poi va in crisi di durata. Se nel derby dovesse frenare la corsa del Milan, i tifosi della Juventus potrebbero derogare (per una sola giornata) all’altrettanto cronica avversione per la squadra nerazzura. Scherzi del campionato che ieri ha regalato una giornata molto significativa.
Quella di Lecce potrebbe essere stata la madre di tutte le partite per la Juve del 2012. E solo chi ha vissuto da vicino le ultime stagioni dei bianconeri può capire di che cosa parliamo. Spesso le ripartenze dopo la sosta natalizia sono state mortificanti per una squadra che, invece, stavolta ha saputo reagire con umiltà e concretezza pur avendo nelle gambe carichi di lavoro ulteriori che saranno utili nel finale. Da oggi in poi comincia un altro campionato. Quello che porterà la Juventus a comprendere se potrà conquistare qualcosa in più della qualificazione in Champions che resta il primo obiettivo della stagione e indicato con chiarezza nel discorso programmatico del presidente Agnelli. La squadra bianconera lo fa con un vantaggio di 7 punti sul quarto posto, posizione che potrà dare ulteriore slancio a un mercato invernale commisurato alle reali esigenze della squadra. Anche le avversarie cercano di rinforzarsi, ma la Juventus sta dimostrando che la differenza non la fanno solo i soldi.
Mentre i rivali sportivi di sempre si contendono Tevez a suon di offerte milionarie e mostrano i muscoli in vista della supersfida milanese, la Juventus procede sul suo sentiero con i piedi per terra. La frase di Conte («Con la crisi che c’è in giro non possiamo spendere cifre folli») è giustamente inserita nel contesto in cui viviamo e rimbomba fragorosamente in un mondo dorato e un po’avulso dalla realtà. Eppure la Juve è in vetta con il Milan a due giornate dal termine del girone d’andata, segno evidente della bontà del lavoro svolto finora da società, tecnico e giocatori.
Bravo l’allenatore a tenere sempre le redini ben salde senza farsi distrarre dal fiorire di complimenti. E’ il suo momento visto che la Juve ha stabilito una striscia iniziale positiva da record con 17 risultati utili consecutivi ma il tecnico sa che l’organico è ancora inferiore, sulla carta, a quello di Milan, Inter e Napoli. Se la gioca con l’Udinese e non può sottovalutare la Roma. Sono altre le armi su cui punta per colmare il gap: organizzazione, mentalità, metodiche di allenamento, approccio psicologico che esaltano un rapporto
trasparente con la squadra.
«Non sono io a chiedere giocatori, ma non c’è giocatore che arrivi alla Juve senza il mio consenso»: un modo garbato e intelligente per far capire quanto sia capillare il suo inserimento in ogni scelta della società. In questo momento storico sempre più legato alla comunicazione ci sembra che Conte non parli mai a vanvera. E fa bene; è l’unico modo per farsi ascoltare.
Diciamolo chiaramente: la Juve è inferiore al Bordeaux. I francesi hanno imposto la loro legge sia nella gara a Torino, sia nello stadio di casa. Dunque sconfitta meritata dei bianconeri che sono apparsi ancora una volta inadeguati a livello di preparazione e nulli sul piano del gioco. A questo punto della stagione sembrerebbe un disastro. Tale da far venire seri dubbi su tutto. Sull’allenatore, sugli acquisti di mercato, su alcuni giocatori, sulla preparazione. Leggi tutto

Sappiamo che la Juve non solo ha mostrato qualche crepa preoccupante contro il Palermo, ma ha gettato alle ortiche anche una ghiotta occasione per andare da sola in testa al campionato. La sosta è servita per schiarire le idee e mettere a punto muscoli e schemi. Almeno questa è la speranza dei tifosi bianconeri. Nonostante il periodo nero per via anche di infortuni vari, la Juve avrà un’altra occasione alla ripresa dei giochi potendo contare su ben quattro turni in casa (compreso uno di Champions) e uno solo esterno. Insomma un mini ciclo che potrà dare una reale dimensione alle ambizioni dei bianconeri sia in campionato che in Europa. La squadra di Ferrara infatti affronterà in casa prima la Fiorentina e poi il Maccabì in Champions. Seguirà poi l’unica trasferta, a Siena. Infine altri due confronti fra le mura amiche contro Samp e Napoli. Per carità, nulla di scontato o di semplice, ma calendario e classifica alla mano si può fare qualche ragionamento positivo. A patto, ovviamente, che la Juve abbia superato la sbandatina.

Contano i fatti. E nel calcio soprattutto i numeri: la Juve, dopo aver battuto il Napoli, ha 4 punti in più rispetto al girone d’andata (alla stessa giornata), ha 5 punti in più rispetto alla scorsa stagione e un distacco di 6 punti, rispetto ai 13 dello scorso campionato, nei confronti della prima in classifica. Statisticamente la Juve ha fatto un bel balzo in avanti. Non solo, il discorso campionato è ancora aperto e la qualificazione ai quarti di Champions non è un’illusione. Infine c’è una semifinale di coppa Italia alle porte. Insomma la Juve c’è e si presenta con le carte in regola alla fase decisiva della stagione. Certo, i conti si faranno alla fine, ma in questo momento i numeri parlano chiaro. Altro discorso è quello tecnico-tattico e di mercato. Ci sarà tempo per riparlarne tenendo presente che, spesso, i traguardi si conquistano anche con i denti.