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Un momento di Livorno-Juventus
Questi non corrono. Hai voglia di provare la difesa a tre, a quattro, a cinque, di tentare tutte le soluzioni di attacco: la Juve non vincereb­be nemmeno in dodici. Ma avete visto il gol di An­tonio Filippini? È alto 1,68. Grosso, 1 e 90, lo guar­dava dal basso. Complimenti vivissimi al campio­ne del mondo per come ha interpretato (per l’en­nesima volta) la fase difensiva. Forse il problema è proprio il Mondiale. In questa squadra c’è trop­pa gente seduta e con la pancia piena per ciò che ha vinto in carriera. Il prossimo obiettivo per co­storo si chiama Sud Africa. La Juve è solo un mez­zo per arrivarci.
Troppi equivoci hanno accompagnato la stagione dei bianconeri. Compreso un suggeritore ingom­brante che ora si sta dileguando. Forse è il caso di tagliare con tutti questi equivoci. Ci vogliono scel­te forti: la proprietà deve assumersene la respon­sabilità. Il povero Zac che può dire al termine di una partita così? Sì, certo «il Livorno fa un gioco sporco, nel senso che spezza il ritmo e costringe l’avversario a giocare male», ma con tutto il ri­spetto la Juve non può subire il gioco del Livorno. E meno male che, come ha riconosciuto Cosmi, la squadra toscana ha osato poco.

Insomma, un ulteriore passo indietro della Juve. Ma forse il segnale più significativo è giunto nel fi­nale quando Zaccheroni ha inserito il giovane Giandonato. La strada è quella. AViareggio la Pri­mavera ha ottenuto tre successi su tre partite (3­0, 4-0, 4-0) ed è la formazione campione in carica. Forse valgono più loro di quelli che aspettano il Mondiale o che ringraziano il cielo per tutto, an­che per il conto in banca.

 
 
 
 
 
 
 

Prendiamo tutto il buono, senza ovviamente nascondere i problemi. La Juve è tornata al­la vittoria con un solare 3-0 sul Napoli che è val­so la qualificazione ai quarti di coppa Italia, il successo è stato ottenuto grazie all’ottima serata di due protagonisti da tempo (per motivi diver­si) sotto tono: Del Piero (doppietta) e Diego. I bianconeri hanno fermato la striscia positiva del Napoli e costretto Mazzarri alla prima sconfitta da quando allena i campani. Per una volta Melo non solo non ha fatto danni, ma è riuscito ad es­sere ordinato e utile. Diciamo questo perché sia­mo sicuri che possa dare di più, ma ci sembra oro questo netto miglioramento.
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Claudio Ranieri, allenatore della Juventus

Macché cinica e concreta, questa Juve è pro­prio bella. Prima in Champions League davanti al Real Madrid, prima in campionato con l’Inter, forse solo per pochissimo tempo, ma non importa.
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Semplicemente perfetti: dal primo all’ultimo minuto, dal primo all’ultimo giocatore. Quest’anno non si era ancora vista una Juve così e nessuno sostenga che aveva davanti una Roma dimessa perché sono stati i bianconeri ad annichilire i giallorossi venuti a Torino con la voglia e lo spirito per riscattarsi.
A proposito di spirito, sentito Del Piero? Appe­na finita la partita ha detto: «Non dobbiamo ancora essere soddisfatti. Un altro bel passo avanti». Così parla un grande capitano! Piedi per terra e testa alla prossima sfida.
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È il momento della compattezza e dell’unione. La Juve deve fare appello a tutte le sue risorse per affrontare la delicatissima settimana di sfide contro Napoli, Real Madrid e Torino. Siamo convinti che il senso di responsabilità debba prevalere su tutto.

 
 
 
 
 
 
 

L’argomento più dibattuto su tutte le tv è sicuramente la Juventus e Ranieri. Discussioni animate, a volte sopra le righe.

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Claudio Ranieri, allenatore della Juventus
Abbiamo dato fiducia a Ranieri oltre ogni limite. La squadra bianconera ha giocato male contro Catania, Samp, Bate Borisov e ieri contro il Palermo.

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