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Sul sito tuttosport.com abbiamo lanciato un sondaggio dal titolo molto semplice e chia­ro: «Dai un voto a questa Juve». In poco me­no di due giorni abbiamo raccolto circa ven­timila voti. Ecco il dettaglio: il 96 per cento va dal 6 in su; addirittura l’ 82 per cento dal 7 in su con un vistoso 23,5 per cento per l’ 8 in pa­gella e un significativo 9 per cento per il 9. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

Il bilancio Juve dopo 17 giornate è nettamente positivo. La Juve ora avrà il tempo, durante la sosta natalizia, di recuperare energie e infortunati, ma la lotta per lo scudetto resta apertissima. Certo il rammarico per il pareggio a tempo quasi scaduto contro il Chievo è forte però la Juve ha comunque eroso di un altro punto il distacco dalla vetta. E volendo guardare alla media inglese mentre Napoli e Lazio hanno giocato in casa, la Juve ha giocato fuori. Alla ripresa del campionato la Juve se la vedrà in casa col Parma, la Lazio dovrà affrontare il Genoa a Marassi, il Napoli andrà a San Siro contro l’Inter mentre il Milan giocherà a Cagliari. Insomma giochi apertissimi. E sicuramente molti (non noi) saranno rimasti sorpresi da una Juve ritornata subito competitiva dopo il disastro della scorsa stagione. Tanti commentatori sono stati costretti ad autentiche capriole linguistiche per riportare i riflettori su una Juventus sottovalutata e in alcuni casi snobbata.
La squadra bianconera ha però ancora margini di miglioramento sotto il profilo del gioco (l’ha detto Del Neri e ne siamo convinti) e proseguirà sulla strada del ringiovanimento tanto cara a presidente, allenatore e dirigenti. A gennaio, inoltre, si riaprono le trattative e siamo sicuri che non mancheranno le sorprese. In ogni caso le auspichiamo perché sarebbe un peccato non rinforzare ulteriormente questa squadra

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

«Insieme ragioniamo per il futuro del Gruppo per i prossimi trent’anni». Andrea Agnelli chiude la sua intervista al nostro Vittorio Oreggia con un forte accenno all’unità della Famiglia e alla perfetta simbiosi con John Elkann. Parole importanti che sottolineano l’impegno del presidente della Juve su tutti i fronti. Attorno a questa coesione fra cugini ruota la pianificazione del lavoro per i prossimi decenni. Della Juve e di (tanto) altro. Il mercato (anche quello di gennaio), il rapporto con Del Piero, il futuro di Buffon, il contratto dei calciatori, i contatti con gli altri club, cal­ciopoli, lo stadio, Giraudo e Marchionne, la Juve e la Fiat.

In questa intervista c’è tutto, ma proprio tutto a quasi sette mesi (era il 19 mag­gio) dall’insediamento di Andrea Agnelli sulla poltrona di presidente della Juventus. Ricordiamo ancora molto bene quel giorno quando Agnelli presentò la sua squadra e pro­nunciò il suo programma. Il popolo juventino manifestò grande entusiasmo ma anche qual­che perplessità figlia delle recenti delusioni più che di un reale scetticismo. Oggi Agnelli defini­sce Marotta «La pietra angolare» sulla quale edificare il futuro e non nasconde soddisfazio­ne per il lavoro di Del Neri.

Insomma c’è otti­mismo. E ancora si è visto pochissimo di quello che è l’obiettivo finale. Agnelli percorre le nuove strade della comunicazione, si confronta con in­ternet che rappresenta l’immediatezza e non alimenta illusioni: «Mai parlato di scudetto su­bito, ma di una Juve che possa battere chiun­que» . Domani c’è la Lazio e gennaio è dietro l’angolo. In poche parole, quello che non dove­va essere un obiettivo della stagione potrebbe diventarlo perché la Juve migliora a vista d’oc­chio. Un peccato non cogliere l’occasione.

 
 
 
 
 
 
 

Pur nel rispetto delle posizioni di tutti non è possibile non notare come l’eliminazione della Juve sia diventato quasi un argomento di rivincita per chi portava avanti una linea disfattista sin dall’inizio della stagione. Atteggiamento, questo, secondo noi sbagliato. I fautori del negativismo non sentendosi sconfessati da tutto quanto di buono avesse fatto la Juve finora hanno finalmente avuto l’occasione per dire: visto, questa squadra non è all’altezza? Ovviamente riteniamo che non sia così. Fermo restando che la Juve abbia bisogno di altri innesti di qualità sin da gennaio (ma lo diciamo da mesi) è quanto meno autolesionista non ammettere i grandi passi avanti compiuti da una squadra che ha visto rivoluzionato il proprio organico. Come sarebbe ingiusto affiancare il comportamento della squadra in Europa League a quello del campionato perché mentre nella seconda manifestazione la Juve ha avuto modo di crescere e di recuperare dopo l’ovvio assestamento iniziale, nella manifestazione europea, purtroppo non c’è più stato il tempo per rimediare. Eppure restiamo convinti che se la Juve rigiocasse da adesso in poi tutte le partite disputate in Europa League si troverebbe in una condizione di classifica completamente diversa da quella che la vede eliminata dalla competizione. Il nostro è un invito a non criticare solo per vedere gratificate delle singole posizioni preconcette (forse) ma di analizzare gli avvenimenti basandosi sui fatti. E cioè sul gioco che la squadra sta manifestando e anche su tanti singoli acquisti che al contrario di qualche giudizio negativo (iniziale) ora si stanno imponendo per qualità e continuità.