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Ieri la Juve ha perso in modo netto e ha compiuto un passo indietro rispetto alla vittoria sull’Udine­se. Niente paura, lo sapevamo, l’abbiamo scritto più volte: le montagne russe continueranno fino a quan­do la squadra bianconera non troverà un suo asset­to definitivo. Nel frattempo va applaudito il Palermo che trova nel suo trascinatore Pastore un giocatore destinato a diventare un campione, questo sì da Juve.

La Juve deve leccarsi le ferite e continuare sulla stra­da tracciata senza abbattersi per le sconfitte né esal­tarsi per le vittorie. Chi affronta i bianconeri di que­sti tempi potrebbe avere l’impressione di sentirsi un supereroe o una superpippa. Sapere come scenderà in campo la Juve, con che stato d’animo, con quale concentrazione, continuerà ad essere una scommes­sa. Certo, molto dipenderà dagli avversari, ma mol­tissimo sarà determinato dalla Juve stessa. Inutile stare a recriminare per il rigore non dato: i lamenti, la squadra bianconera li lascia volentieri ad altri.

La Juve bada ai suoi problemi e alle sue qualità. La di­fesa va registrata, il centrocampo non ha ancora i tempi giusti, ma intanto continua a crescere Krasic. Piccoli segnali accompagnati a una nuova delusione, ma bisogna tenere duro e avere fiducia: invito sottin­teso anche nell’applauso finale dei tifosi. Fra due gior­ni c’è il Cagliari. Per un’altra scommessa.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La Juventus ha lavorato tantissimo e in breve tempo. Il club bianconero, nel giro di due mesi ha cambiato la società, lo staff tecnico, lo staff me­dico. Ha ceduto giocatori come Camoranesi (2,5 mi­lioni di ingaggio), Poulsen (3), Trezeguet (4,8), Zebi­na (3). Sono rimasti solo Grosso e Salihamidzic che non verranno reintegrati e si alleneranno a parte.

Gli acquisti sono stati undici (una intera squadra): Bonucci, Krasic, Aquilani, Storari, Lanzafame, Martinez, Motta, Pepe, Quagliarella, Traorè e Ri­naudo. Attorno a Diego si è consumata una discus­sione tecnica molto accesa (anche fra i tifosi) perché il brasiliano, per quanto dotato di buone qualità tec­niche, non riusciva ad adattarsi alle idee tattiche dell’allenatore. In ogni caso, onde evitare equivoci, è stata presa una decisione rapida.

Ricordiamo che la mancata qualificazione Cham­pions della scorsa stagione ha comportato una per­dita valutabile fra i 20 e i 30 milioni. Dire che Ma­rotta e Paratici abbiano fatto salti mortali per coniu­gare costi e qualità, entrate e uscite sarebbe ridutti­vo per il lavoro compiuto. Ora in molti si sbizzarri­scono in pronostici negativi per il prossimo campio­nato. Quarto posto, quinto, settimo e via di seguito. Altri giudicano la Juve non ancora competitiva con Inter, Milan e Roma. Può darsi. Come è lampante che la Juve abbia deluso alla prima partita contro il Bari. Ma è anche vero che non si può assembla­re una squadra nuova in quattro giorni. E’manca­ta la ciliegina, il grosso colpo, l’attaccante di grido. Sicuro, ma la rivoluzione continuerà anche l’anno prossimo quando verrà inaugurato il nuovo sta­dio. Questa Juve ha concluso la strada del risana­mento e imboccato la via della rinascita. Va segui­ta, non stroncata.