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La risposta all’Inter è ar­rivata puntuale e pesan­te. La Juve ha vinto in modo limpido nel punteggio ( 3- 1), su un temibile campo esterno, contro un avversario solido e non penalizzato da espulsio­ni. I bianconeri comandano anche dopo la seconda gior­nata seppur in condominio dell’ottima accoppiata geno­vese e della Lazio prossima ri­vale dopo la sosta per la Na­zionale. Ma soprattutto guar­dano dall’alto i nerazzurri di­stanziati di due lunghezze.
L’analisi emotiva regala sogni e accarezza il passato. «Que­sta Juve sarebbe piaciuta al­l’Avvocato », ha detto Ferra­ra al termine della meritata vittoria contro la Roma. Ve­ro, i bianconeri sono oggi uno splendido mix di fantasia e concretezza, la formula gra­dita al grande condottiero scomparso sei anni e sette me­si fa.
L’analisi tecnica induce a qualche prudenza legata a una semplice considerazione: la squadra è talmente cre­sciuta in tutti i reparti da mo­strare qualche piccola discre­panza laddove, prima, non sembrava carente: le fasce. Il nuovo sistema con l’applica­zione del rombo a centro­campo ha trovato degli splen­didi interpreti, ma divente­rebbe perfetto se il gioco tro­vasse sfogo anche sulle corsie laterali.
La società è attenta e sta la­vorando da tempo su questo tema, ma anche se Grosso è l’obiettivo principale non ci sarà nessuna follia per con­quistarlo. Del resto, come si è visto all’Olimpico, la Juve migliora di partita in partita e si sta nuovamente impadro­nendo della sua mentalità vincente. Per il resto, piedi per terra, tanto lavoro e testa al prossimo rivale.

 
 
 
 
 
 
 

Non era mai successo che con l’anticiclone ancora attivo e il caldo che assale le città italiane, il campionato emettesse già i suoi primi verdetti: sabato c’è Milan-Inter, domenica pomeriggio in un Olimpico di Roma bollente in tutti i sensi, Roma-Juventus. Le quattro più forti, almeno sulla carta, che incrociano: la sosta azzurra sedimenterà i risultati, le ultime ore di mercato renderanno definitivo - almeno fino a gennaio - l’esito delle campagne di rafforzamento o il timore d’essersi indeboliti, perché dal 31 agosto in poi rien ne va plus. C’è qualcosa di definitivo che intuisci oltre le ore 22.30 di domenica 30 agosto. Ci si avvicinano benissimo il Milan, che d’un colpo pare aver trasformato in punti esclamativi gli interrogativi di più d’una estate (Ronaldinho, la difesa, il recupero di Nesta, il mistero Flamini); bene la Juve che resta solida ed è sempre più a immagine e somiglianza di Ferrara (pur mancando di terzini all’altezza di portiere, difesa centrale, centrocampo illuminato da Diego e attacco “mondiali”). Ha steccato per mancanza di Ibra e di un gioco sostitutivo l’Inter, ha perso per sfortuna ma con tanta tensione interna accumulata e qualche depressione la Roma. E Mourinho e Spalletti - i tecnici più pagati ed esperti - devono già spiegazioni e punti ai “ragazzini” Ferrara e Leonardo.