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Contano i fatti. E nel calcio soprattutto i numeri: la Juve, dopo aver battuto il Napoli, ha 4 punti in più rispetto al girone d’andata (alla stessa giornata), ha 5 punti in più rispetto alla scorsa stagione e un distacco di 6 punti, rispetto ai 13 dello scorso campionato, nei confronti della prima in classifica. Statisticamente la Juve ha fatto un bel balzo in avanti. Non solo, il discorso campionato è ancora aperto e la qualificazione ai quarti di Champions non è un’illusione. Infine c’è una semifinale di coppa Italia alle porte. Insomma la Juve c’è e si presenta con le carte in regola alla fase decisiva della stagione. Certo, i conti si faranno alla fine, ma in questo momento i numeri parlano chiaro. Altro discorso è quello tecnico-tattico e di mercato. Ci sarà tempo per riparlarne tenendo presente che, spesso, i traguardi si conquistano anche con i denti.

 
 
 
 
 
 
 

L’ 1-0 subìto allo Stamford Bridge fa più rabbia che paura. Perché si poteva evita­re e perché la Juve è entrata in partita con un quarto d’ora di ritardo mostrando un ingiusti­ficato imbarazzo verso un avversario che è as­solutamente alla sua portata. Negli ultimi mi­nuti il Chelsea ha cercato di amministrare la ga­ra accontentandosi del risultato e mostrando ti­more nei confronti del rivale bianconero. La Ju­ve, passata la sbandata iniziale, ha fatto la par­tita e in alcuni momenti ha messo alle corde gli inglesi sfiorando il gol con Del Piero, con Amau­ri, con Marchionni, con Trezeguet e con Ned­ved. Insomma la Juve c’è e può credere con fer­mezza nella gara di ritorno. A tal proposito so­no confortanti le parole di Buffon il quale ha ri­velato che mai nella sua esperienza alla Juve aveva visto una squadra inglese così prudente sul proprio campo. Merito della Juve, ovvia­mente. Al di là della buona impressione resta, comunque, un risultato negativo che bisognerà ribaltare fra le mura amiche. Si può essere otti­misti a patto che la Juve scenda in campo mol­to più agguerrita e veloce rispetto all’inizio fiac­co mostrato sia contro il Palermo sia contro il Chelsea.

Lo Stamford Bridge ha suggerito anche altre co­se alla squadra bianconera. Innanzitutto che la Juve non può fare a meno di un uomo di qualità a centrocampo. Tiago è apparso più timido ri­spetto a Palermo, però è il giocatore che sa e può dettare i tempi del gioco. Marchisio ha dato for­se più vigore, ma ci resta ancora negli occhi l’il­luminante passaggio del portoghese che ha con­sentito a Del Piero di ritrovarsi solo davanti a Cech. Sissoko è sempre una centrale elettrica, ma deve gestire meglio il pallone perché in alcu­ni momenti può essere devastante e pericoloso anche per i suoi compagni. Amauri, come sem­pre, si è battuto con spirito di sacrificio, ma è ap­parso un po’ appannato. Non comprendiamo il lunghissimo riscaldamento di Trezeguet per ve­dere poi il francese in campo solo per cinque mi­nuti. Comunque, anche in quella manciata di tempo, l’attaccante ha sfiorato un gol spettaco­lare.

La forte sensazione di rammarico che resta alla fine lascia ben sperare per il ritorno, ma biso­gnerà subito sbloccare il risultato entrando in campo con il fuoco negli occhi perché, ricordia­molo, la Champions è, adesso, il primo obietti­vo nel mirino della Juve. E certe occasioni non si possono sprecare per un approccio sbagliato.

 
 
 
 
 
 
 

Ci siamo sbizzarriti e scatenati sulla questione arbitrale, ora con la prova tv per Adriano andata in archivio, con la classifica che dice meno 9 per la Juve e meno 11 per il Milan torna la Champions: la ressa per i biglietti, l’attesa per le sfide con Chelsea, Manchester e Arsenal. La Juve ci arriva con qualche certezza in più, nonostante il pareggio di domenica. Grinta, occasioni create, Tiago, un Nedved che pare nuovo, Giovinco al posto di Poulsen e Amauri “sbloccato”: può bastare per superare la squadra di Hiddink, senza distrazioni a Palermo? E’ giusto porsi il problema della scelta dell’obiettivo, come hanno fatto Giovinco e Buffon? O invece si deve guardare ad un anno fa: Inter a più 9 sulla Roma, come la Juve oggi… Allora l’Inter ko col Liverpool andò in crisi…

 
 
 
 
 
 
 

Purtroppo ci risiamo. I disastri commessi da Rosetti durante il derby
hanno reso necessaria addirittura la prova tv. Adriano ha segnato di
mano e quel gol andava annullato. Non solo: c’erano anche due rigori
a favore del Milan. Come sapete noi crediamo nella buona fede degli
arbitri e riteniamo che certe sviste arbitrali facciano parte del
gioco. Ma tutto ha un limite. Pensavamo di aver visto il massimo
quando a Maicon era stato convalidato un gol realizzato contro il
Siena con un fuorigioco di oltre due metri. Evidentemente c’è un
peggio per tutto. E pensare che Rosetti dovrebbe essere il nostro
miglior arbitro. Già.

 
 
 
 
 
 
 

Sapevamo che la vittoria in coppa Italia avrebbe ridato nuovo slancio alla Juve e così è stato. Intendiamoci nulla di trascendentale a Catania, ma più volte avevamo invocato un maggior cinismo da parte della squadra di Ranieri e anche quello è finalmente arrivato. Ennesima dimostrazione di crescita di una formazione che pur non brillando riesce a cogliere un successo importantissimo per la classifica (soprattutto dopo due sconfitte consecutive in campionato). Apprezziamo anche quel filo di irritazione con cui Ranieri ha accompagnato l’insistenza delle obiezioni sul rigore non dato al Catania. Di clamoroso, ma di veramente clamoroso, sotto la voce “errori arbitrali” quest’anno c’è soprattutto il fuorigioco di Maicon nella sfida fra Inter e Siena. Il resto appartiene a un’ordinarietà che ciascuno può vedere con la propria lente d’ingrandimento. E allora ben ci sta il rimbrotto di Ranieri a tutta la sua categoria affinché mantenga un atteggiamento più distaccato (come il suo) dinanzi a certi episodi. Un discorso che farebbe molto bene a recepire Mourinho tutto intento, invece, a stilare classifiche di torti subiti dalla sua squadra sfiorando, adesso sì, il ridicolo. Della partita di Catania cogliamo anche altri due aspetti positivi: 1) Buffon (incerto solo sul gol subito) tornato su livelli di eccezionalità che gli sono abituali, 2) Le ottime prove di Camoranesi e di Tiago. Insomma tre campioni che saranno veramente indispensabili in vista anche della sfida di Champions contro un Chelsea che non avrà più in panchina Scolari. L’esonero dell’allenatore dei Blues avrà come immediata conseguenza il rilancio di Drogba? Forse, di sicuro le sorprese saranno anche altre.