E bene ha fatto Camoranesi a restare in campo. Riguardate l’azione del primo gol: tacco di Del Piero, penetrazione di Nedved, tocco preciso di Mauro German. La vecchia guardia decide, si impone e soprattutto ci crede senza sprecare parole inutili, ma mostrando con i fatti che lo scudetto non è assolutamente una questione milanese.
Sì, va bene, certe cose si dicono per scaramanzia o forse per non caricare di troppe responsabilità la squadra. C’è un problema però: questa è gente che vuole vincere e se ne frega delle inutili prudenze. Basta solo lasciarli fare, anche se a pezzi o con una spalla infortunata.
Lo sapevamo, la Juve c’era ancora e la sconfitta di San Siro contro l’Inter ha lasciato solo l’amaro in bocca per come è maturata. Lo ribadiamo, anzi lo urliamo: questa squadra è competitiva sia per lo scudetto, sia per la Champions. Ne ha consapevolezza. E soprattutto lo capiscono quei giocatori, come Camoranesi che pur infortunati cercano di supplire con il puro sacrificio e la loro qualità a quelle lacune di mercato che hanno riguardato soprattutto il centrocampo (vero signor Blanc?).
A un certo punto il pubblico ha invocato il nome di Giovinco: segnale inequivocabile della stima dei tifosi nei confronti del giovane talento al centro di un inspiegabile caso di amnesia tecnica. Seba è entrato e si è procurato il rigore che ha consentito ad Alex Del Piero di raggiungere il significativo traguardo dei 250 gol.
Quello bianconero è un gruppo compatto e deciso che ha saputo correggere i difetti mostrati sia nella scorsa stagione, sia all’inizio di questo campionato. Dire oggi che la Reggina non può costruire la propria salvezza su campi come quello della Juve può sembrare scontato. Qualche settimana fa non sarebbe stato così e non per demerito della Reggina, ma per una consolidata crescita della squadra bianconera.
E ci fa piacere che, dopo la vittoria, Ranieri sia tornato sui suoi passi. Anche lui non firmerebbe per il secondo posto. Ne siamo lieti.
Egr. Sig. Direttore,
durante la lunga lettura del Sig. Danubi, ho avuto lo stesso suo pensiero: quali virtuosismi di filosofia!…..Nonostante il suo cortese
invito, credo che il signore sopraccitato non…scendera’ mai dall’albero!…E’ come abbaiare alla luna…..
Saluti.
caro direttore saprebbe spiegarmi il dietrofront di mister ranieri sullo scudetto ora dice che lotteremo fino in fondo allo scudetto la settimana prima nn era affare nostro nn crede che sia stato richiamato dalla societa’svegliatevi cari juventini nel calcio ci vogliono gli animali come mancini , mourinho x vincere e no i signori come abbiamo noi la vera juve era quella della triade che scendeva in campo con gli occhi della tigre soprattutto nella partita contro l’inter e no tanti bambini impauriti
condivido in gran parte il commento di Andrea Danubi (Dicembre 2, 2008 - 22:58) non il fatto che il Direttore non risponda, non può farlo con tutti e con me l’ha fatto anche se non pretendevo tanto…
SAINTGEORGE le scuse, nei miei confronti, non erano necessarie, perchè, fra “gentes” civile, ci si comprende a prescindere …
Un Saluto da GIOELE
Mi domandavo se esiste un qualche motivo per il quale se la dirigenza va in germania allora è per seguire diego e voi date ampio risalto alla notizia e se, invece, altre fonti affermano un interessamento della dirigenza a Yaya Tourè questa non merita l’attenzione che voi dedicate al brasiliano. Sicuramente avete le vostre fonti ma credo che in fin dei conti siate più voi a spingere per diego.
No. Non mi risulta. La quotazione in Borsa fu portata avanti su iniziativa di Giraudo ispirato dalle gratificanti esperienze di alcuni club inglesi.
Direttore, ma è vero che la Juve fu fatta entrare in Borsa per una strana manovra della Fiat in crisi?
Ranieri è un cantante e tu un filosofo. Siamo a posto!
Calma, calma signor Danubi. Sparare sul giornalismo è uno sport nazionale. Ancora molto più convenzionali e scontate mi sembrano le sue argomentazioni senza per questo chiamare in causa scrittori e filosofi. Per lei basta una semplice definizione: è disinformato. Si aggiorni, non arrivi a conclusioni superficiali, comprenda il respiro forte di un giornale che non solo in questo blog vuole riappropriarsi di una legittima aspirazione: la critica. Infine scenda dall’albero sul quale si è proditoriamente appollaiato e discuta fra semplici mortali. La ringrazio
“Il quotidiano italiano. Circolare privata di gruppi di potere, strumento di occultazione delle informazioni troppo scomode, date ma date in modo che nessuno possa realizzarne il potenziale politico tranne i casi in cui servono al discorso a puntate. Macchine per una selezione classista del proprio pubblico.”
Umberto EcoCastiglione della Pescaia, 02 dic 2008
Sig. De Paola,
Credo che stiate passando ogni limite.
Un giornale deve diffondere informazione, non crociate personali contro un allenatore che STA FACENDO BENE (converrete su questo almeno o no? Secondo in classifica con l’organico falcidiato da infortuni,
11 punti in 5 partite in un girone di Champions molto difficile, al contrario di quello dell’Inter del fenomeno portoghese) le cui dichiarazioni saranno forse prudenti ma sempre ispirate al buon senso. Buon senso: concetto a Voi sconosciuto, se cercate ogni giorno capziose interpretazioni di qualsiasi virgola di Ranieri, pur di inventare grottesche polemiche e fantomatiche contrapposizioni societarie e di spogliatoio. Se il tecnico romano dice che Inter e Milan “devono” vincere il campionato, cioè che sono le favorite d’obbligo per la ricchezza dell’organico, per voi comicamente significa che vuole il terzo posto. Se Ranieri dice che gli squadroni e i successi si costruiscono gradualmente, per voi invece si accontenta del piazzamento. Ve la suonate e ve la cantate, dandovi ragione da soli. Se vince, e la squadra dimostra grinta e carattere, titolate “ loro ci credono” come se lui dalla panchina li incitasse a perdere…se non fa risultato cavalcate la battaglia del perdente che va licenziato.
Il basso profilo che tiene l’allenatore mi pare ovvio; fare lo sbruffone non è comportamento che gli appartiene, e d’altronde la filosofia di Trapattoni era la stessa. Ricorda una dichiarazione spavalda del ct dell’Irlanda? L’ha mai sentito fare lo spaccone prima di una partita?
Voi dite che Ranieri un giorno dice una cosa e un altro il contrario: non mi pare. Siete Voi che girate le frasi a piacimento per fare paginate sul niente. E se un quotidiano – una volta prestigioso – ha bisogno di queste meschinità dialettiche per fare il titolo d’apertura, editoriale di prima e una pagina intera….
Ci vedo una sorta di razzismo intellettuale nella Vostra condotta: ritenere, cioè, che i lettori siano tutti scemi con l’anello al naso. Ma pensate davvero che non si sappia distinguere tra voler vincere e realisticamente riconoscere che c’è anche una squadra più forte e quindi favorita?
E quello che è grave, considerate nulla i lettori stessi, visto che chi scrive – non parlo solo per me - non riceve mai una replica.
D’altronde aveva ragione Karl Kraus:
“Non avere un’idea e saperla esprimere, è questo che fa di un uomo un giornalista”.
Grato per l’attenzione concessami, porgo cordiali saluti.
Andrea Danubi Castiglione della Pescaia GR
P.S.: “ La prima Legge del Giornalismo: confermare i pregiudizi esistenti, piuttosto che contraddirli.”
Alexander Cockburn
Il tifo è un fatto irrazionale e in quest’ottica condivido l’opinione di quanti non conoscono alternative al vincere: la storia della Juventus dice che non possono esistere stagioni soddisfacenti se non quelle coronate dal pieno successo.
Ma l’amore, come noto, acceca e vivere nella realtà richiede al contrario occhi ben aperti.
Così, se non ci fossero i casi di Capello e Mancini liquidati dai loro presidenti malgrado il successo in campionato, direi che indicare nella vittoria finale una soglia minima equivale a non indicare alcuna soglia minima.
Comunque, comparando l’organico della Juve con quello delle dirette antagoniste direi che obiettivamente il piazzamento in champion’s league sia da considerarsi un traguardo proporzionato alle nostre forze e quindi imprescindibile per la conferma dell’allenatore.
Più precisamente direi che il secondo posto ce lo contenderemo con il Milan (più forte sulla carta ma inferiore al momento come squadra) o con nessuno, mentre per il primo posto dubito che Mourinho e l’esorbitante rosa dell’inter autorizzino speranze eccessive: certo dovesse accadere l’imponderabile (che nel calcio ci sta sempre) sarebbe imperdonabile se non ne approfittassimo.
Questa (provarci fino alla fine e vedere se l’inter riesce a perdere lo scudetto) è la filosofia della Juventus attuale e, come ho avuto modo di dire, la mia chiave di lettura di certe caute dichiarazioni del Mister.
Per la champion’s league il discorso è diverso.
Non credo che l’undici migliore della Juventus sia poi così inferiore a quello delle più accreditate (discorso che vale anche nel confronto con l’inter, ma solo la rosa dell’inter consente di schierare il miglior undici per 38 giornate) ma in questa competizione il ruolo del caso prevarica spesso la logica tecnica più elementare: azzardo dicendo che fra le prime otto ci siamo.
Riprendo una considerazione iniziale per parlare di Capello. La sua, a mia memoria, è stata la peggior Juventus vincente di sempre: gli ho perdonato meno le proclamazioni anti-Juventus che hanno preceduto il suo arrivo che la fuga dal crollo; dal punto di vista tecnico, gli attribuisco imperdonabili le indecorose prestazioni in champion’s contro il Werder e contro l’Arsenal.
Morale (amorale): per alcuni tutto si risolve nel vincere o perdere; per me, e tanti altri, il modo di vincere e di perdere non è indifferente, anche nella valutazione di un allenatore.
Frings, Mascherano, Toni (al suo posto è arrivato Iaquinta), Chivu (l’Inter lo ha preso alla Moggi), ecc. Quanti fallimenti, quanta incapacità! Il bello è che tutti stanno imparando: il preparatore stà conoscendo il doppio impegno (nel mentre 11 giocatori sono azzoppati); Secco stà iniziando a comprare qualche buon giocatore (appunto, solo uno in tre anni: Amauri); Blanc ha concluso la questione stadio (tutta opera della Triade, come Vinovo e il canale televisivo), ma confonde un terzino da un’ala; Ranieri ancora si sveglia la notte e non gli sembra vero che allena la Juventus F.C. (!); Cobolli fà finta di essere il presidente; Elkann (Johnn) è il ragazzo che dice ciò che gli scrivono i saggi (Sant’Albano, ecc.); Montali, poi, ma che cacchio ne sà di cosa è un pallone di calcio. E’ un luna park incredibile e farsesco. Io ho incontrato un ex calciatore della Juve a Lampedusa, proprio all’isola dei Conigli, e mi ha confermato tutto ciò che vi dico in queste riga! Adesso vediamo chi parla! Forza Juve, ma quella vera: da Nedved a Del Piero, da Trezeguet a Buffon, da Camoranesi a tutti i veri tifosi martiri e non pecoroni!
Pare che qualche volta anche il mouse mi prenda la mano!
Chiedo scusa spero di non aver esagerato con l’ironia,la penna a volte mi prende la mano e magari cado in una facile retorica.Resto certamente convinto che la diversità di opinioni e posizioni sia una ricchezza che permette la genesi del dibattito e quindi la crescita culturale,lo penso ovviamente anche per Gioele che valuto uno dei validi contributi di maggiore personalità del blog quale esso è ed è diventato,quindi quel riferimento nel mio post non era ironico ma di riconoscimento funzionale del contributo per quanto riguarda la genesi dello stile e del merito del dibattito in questi spazi.In quanto a valutazioni…
Una casa può essere arredata con un po’ di tutto e può essere anche un vezzo,accostare questo e quello,l’ importante è avere buon gusto e senso del limite…e mi pare che in questo caso ci siano… soprattutto perchè messe debitamente in mostra le cose si valorizzano per quello che sono.
Una spiegazione a tutti coloro che ritengono di essere ingiustamente censurati. Beh, non è così. A volte passa un po’ di tempo prima che i vostri pareri vadano in onda per delle code tecniche a seguito della moderazione. Scusateci del disagio, ma cercherò di ovviare al problema. Grazie per le segnalazioni
Chiedo scusa spero di non aver esagerato con l’ironia,la penna a volte mi prende la mano e magari cado in una facile retorica.Resto certamente convinto che la diversità di opinioni e posizioni sia una ricchezza che permette la genesi del dibattito e quindi la crescita culturale,lo penso ovviamente anche per Gioele che valuto uno dei validi contributi di maggiore personalità del blog quale esso è ed è diventato,quindi quel riferimento nel mio post non era ironico ma di riconoscimento funzionale del contributo per quanto riguarda la genesi dello stile e del merito del dibattito in questi spazi.In quanto a valutazioni…
Una casa può essere arredata con un po’ di tutto e può essere anche un vezzo,accostare questo e quello,l’ importante è avere buon gusto e senso del limite…e mi pare che in questo caso ci siamo… soprattutto perchè messe debitamente in mostra le cose si valorizzano per quello che sono.
E’ lo stesso motivo per cui giustamente in presenza di buona fede non è il colpevole che si cerca di solito quando qualcosa non ha funzionato,ma la causa del non funzionamento.
Grande Tranfaglia. La licenza erotico-nautica è stata molto divertente.
Un saluto anche a lei Vandalo. Grazie per l’apprezzamento. Concordo (tranne per il rinco). A Max50 ricordo che l’antagonista di Brera era Gino Palumbo. Giornalista-samurai che ha inventato uno stile giornalistico poi copiato anche dai quotidiani generalisti. Morì nell’87 alle soglie della direzione del Corriere della Sera. Rinunciò, prima, per la malattia che se lo portò via. Ribadisco: un samurai
Direttore,di solito si ponevano seduti ad un tavolo e con davanti un bel boccione di buon vino,uno era il grande Nereo Rocco che difendeva Rivera, l’altro era Valcareggi.Però posso anche sbagliare,vede Direttore,tutto quello che scrivo è frutto solo della mia memoria,non posseggo archivi.Sarei lieto se mi informasse lei,anche perchè,l’ho scritto in qualche altro mio commento ,mi piacciono le vecchie storie,che siano o non siano solo goals.Infinitamente La ringrazio.
Cari Andrea e Tranfaglia vi accomuno nella risposta sui canali tematici. Non è una questione di poco o tanto. I canali tematici dipendono direttamente dal club e dunque agiscono in sintonia con gli stessi. Io ritengo che il massimo della libertà e della obiettività si possano raggiungere quando si riesce a trattare in maniera critica la materia di cui ci si occupa. Su alcuni canali noto qualche lodevole tentativo in tal senso, su altri no. A volte si sfiora il ridicolo quando qualche conduttore di questi canali si erge a censore degli altri. Da certi pulpiti sarebbe meglio avere atteggiamenti più dignitosi. Comprendiamo il calore, la passione, persino qualche carezzevole scappellotto (sono tutti atteggiamenti che a volte condividiamo), ma le lezioni agli altri, no. E tanto meno le censure da piccoli dittatorelli. Quelle sono proprio odiose e puzzano di marciume… morale.