Tutto Sport

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

E bene ha fatto Camoranesi a re­stare in campo. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

Giorgio Chiellini ha guidato la difesa nel match contro lo Zenit

Il buon pareggio contro lo Zenit autorizza ad essere ottimisti. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Si riparla già di mercato. Tiago infortunato fino a gennaio, Zanetti recidivo, Poulsen idem. Leggi tutto

 
 
 
 
 
 
 

Claudio Ranieri, allenatore della Juventus

Macché cinica e concreta, questa Juve è pro­prio bella. Prima in Champions League davanti al Real Madrid, prima in campionato con l’Inter, forse solo per pochissimo tempo, ma non importa.
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Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tutto­sport. com si ha modo di capire gli umori, di per­cepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si ri­vuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è an­che la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle ri­flessioni perché una partita così segna una svol­ta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestan­dogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’as­setto della squadra, il rapporto con alcuni gioca­tori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si in­travedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo ma­nifestato forti preoccupazioni sull’inizio di que­sto campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di com­petere per lo scudetto e per la Champions. Inve­ce è avvenuto qualcosa di importante. Innanzi­tutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambien­te, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ri­compattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambia­to volto e ha cominciato, paradossalmente, a gi­rare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai mi­nuti iniziali, minori distrazioni in difesa, insegui­mento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. In­somma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intel­lettuale con la quale abbiamo formulato le criti­che, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.

P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggez­za (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.

 
 
 
 
 
 
 

Semplicemente perfetti: dal primo all’ultimo minuto, dal primo all’ultimo giocatore. Quest’anno non si era ancora vista una Juve così e nessuno sostenga che aveva davanti una Roma dimessa perché sono stati i bianconeri ad annichilire i giallorossi venuti a Torino con la voglia e lo spirito per riscattarsi.
A proposito di spirito, sentito Del Piero? Appe­na finita la partita ha detto: «Non dobbiamo ancora essere soddisfatti. Un altro bel passo avanti». Così parla un grande capitano! Piedi per terra e testa alla prossima sfida.
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Ranieri ha ragione nel ritenere forte la no­stra critica nei suoi confronti. Forse sba­glia quando fa paragoni con Spalletti. Lo tranquillizziamo: Tuttosport segue anche la Roma, ma non ci sembra che i problemi del­la squadra giallorossa derivino da errori del­l’allenatore; per la Juve sì. Diamo atto a Ra­nieri che sta cercando di porre rimedio anche a una campagna acquisti che lo ha visto pro­tagonista nella scelta di Poulsen. Però, dopo l’errore di Napoli, con la penalizzante sosti­tuzione di Del Piero e la conseguente sconfit­ta della Juve, l’allenatore ha cambiato mar­cia. Innanzitutto nei rapporti con la squa­dra.

Molto attiene al senso di responsabilità di giocatori, giovani e vecchi, che mostrano sempre un attaccamento alla maglia fuori dal comune. Un giornale come Tuttosport, che spera di vedere al più presto la Juve tornare a vincere in Italia e in Europa, può essere so­lo uno strumento costruttivo di analisi. Va considerato per questo: nulla di più, nulla di meno. Senza personalizzazioni o strumenta­lizzazioni. E se le critiche possono servire per galvanizzare o, come dicono dirigenti e alle­natore, per “compattare” l’ambiente, allora ben vengano. Invitiamo il tecnico a lavorare con serenità anche sugli errori commessi a Bologna ( le vittorie non cancellano tutto). Noi continueremo a fare le critiche necessa­rie, sempre in buona fede e con spirito co­struttivo, lui risponda con i fatti, come sta facendo. L’equazione è semplice: meno erro­ri, più vittorie.