
Si riparla già di mercato. Tiago infortunato fino a gennaio, Zanetti recidivo, Poulsen idem. Leggi tutto

Macché cinica e concreta, questa Juve è proprio bella. Prima in Champions League davanti al Real Madrid, prima in campionato con l’Inter, forse solo per pochissimo tempo, ma non importa.
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Quello juventino è un mondo variegato, con diverse anime. Attraverso il blog su Tuttosport. com si ha modo di capire gli umori, di percepire tensioni e passioni, di confrontarsi. C’è molta aspettativa nel popolo bianconero. Si rivuole subito una Juve forte e vincente, ma c’è anche la serena consapevolezza nel dare il giusto peso alle cose. Il successo di Madrid è un evento che ferma il tempo come un monumento. Dopo 46 anni la Juve è tornata a trionfare nel tempio del Real e allora è corretto sviluppare delle riflessioni perché una partita così segna una svolta che rovescia le prospettive. Abbiamo duramente criticato Ranieri contestandogli delle accuse specifiche. Riguardavano l’assetto della squadra, il rapporto con alcuni giocatori, la preparazione, la campagna acquisti da lui vidimata e alcune sconcertanti sostituzioni. Si intravedevano nell’avvio di questa stagione alcuni difetti già emersi l’anno scorso. E avevamo manifestato forti preoccupazioni sull’inizio di questo campionato. L’analisi critica raggiungeva il suo culmine dopo il pareggio con il Bate Borisov (2-2) e dopo la sconfitta in casa contro il Palermo (1-2). Ci doleva vedere una squadra ridotta così, pur in presenza di un organico in grado di competere per lo scudetto e per la Champions. Invece è avvenuto qualcosa di importante. Innanzitutto la nostra denuncia che ha scosso l’ambiente, poi il chiarimento fra Del Piero e Ranieri, il patto fra i giocatori confermato da Chiellini e una maggiore presenza della società hanno ricompattato il gruppo. Non solo, e qui diamo a Ranieri quel che è di Ranieri, la Juve ha cambiato volto e ha cominciato, paradossalmente, a girare meglio nel pieno di un’emergenza infortuni. Molti difetti spariti d’incanto. Squadra corta e compatta, aggressività sull’avversario sin dai minuti iniziali, minori distrazioni in difesa, inseguimento e raggiungimento del secondo gol per chiudere la partita, linea di navigazione sempre alta e protesa verso la metà campo dei rivali. Insomma, e lo sosteniamo con la stessa onestà intellettuale con la quale abbiamo formulato le critiche, assegniamo all’allenatore ciò che merita per l’impresa di Madrid.
P.S. Preghiamo di fare attenzione a quanti amano stare sulla sponda del fiume professando saggezza (in realtà è opportunismo) senza mai esporsi o a chi è pagato solo per parlare bene della squadra di cui si occupa: riscriveremmo le stesse cose in presenza delle informazioni che in quel momento solo Tuttosport possedeva. E garantiamo di tenere sempre alta la guardia: è il nostro patto d’onore con i lettori che amano veramente la Juve.

Semplicemente perfetti: dal primo all’ultimo minuto, dal primo all’ultimo giocatore. Quest’anno non si era ancora vista una Juve così e nessuno sostenga che aveva davanti una Roma dimessa perché sono stati i bianconeri ad annichilire i giallorossi venuti a Torino con la voglia e lo spirito per riscattarsi.
A proposito di spirito, sentito Del Piero? Appena finita la partita ha detto: «Non dobbiamo ancora essere soddisfatti. Un altro bel passo avanti». Così parla un grande capitano! Piedi per terra e testa alla prossima sfida.
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Molto attiene al senso di responsabilità di giocatori, giovani e vecchi, che mostrano sempre un attaccamento alla maglia fuori dal comune. Un giornale come Tuttosport, che spera di vedere al più presto la Juve tornare a vincere in Italia e in Europa, può essere solo uno strumento costruttivo di analisi. Va considerato per questo: nulla di più, nulla di meno. Senza personalizzazioni o strumentalizzazioni. E se le critiche possono servire per galvanizzare o, come dicono dirigenti e allenatore, per “compattare” l’ambiente, allora ben vengano. Invitiamo il tecnico a lavorare con serenità anche sugli errori commessi a Bologna ( le vittorie non cancellano tutto). Noi continueremo a fare le critiche necessarie, sempre in buona fede e con spirito costruttivo, lui risponda con i fatti, come sta facendo. L’equazione è semplice: meno errori, più vittorie.