
Nell’applaudire questa Juve vincente tranquillizziamo chi può avere dei dubbi: Tuttosport non abbasserà di un millimetro la guardia. Saremo sempre attenti nell’analisi e pronti a chiedere interventi anche drastici qualora i risultati dovessero sollecitarli. Per il momento registriamo alcuni aspetti positivi, segno che le critiche aiutano a migliorarsi.
Innanzitutto l’atteggiamento di Ranieri che ci sembra più deciso, più pronto, più teso. Soprattutto in panchina. L’allenatore continua, nelle conferenze pre e post partita, a impaludarsi nella presentazione di alibi non richiesti e spesso scivola in battute non felici (come quella su Diego), ma non si può pretendere tutto. Accontentiamoci di quanto sta facendo sul campo e nello spogliatoio. Insomma, un cambiamento importante rispetto al passato che lascia ben sperare per il futuro visti anche i tanti assenti per infortuni.

La Juve ha trovato motivazione e rabbia, bene così, ora ha necessità di ritrovare continuità e già mercoledì prossimo contro il Bologna ha immediatamente un altro avversario insidioso da affrontare. Restano sul tappeto i dubbi riguardanti il gioco, la continuità di rendimento, la preparazione e gli infortuni. Noi continueremo a essere molto esigenti senza stupide contrapposizioni personali o analisi «premeditate ». Attenti a sollecitare interventi quando lo considereremo opportuno perché lo riteniamo semplicemente un nostro dovere.
PICCOLA PREMESSA: la Juve non è (ancora) uscita dalla crisi. Le dispute su contrapposizioni inesistenti fra il neonato partito pro Ranieri e quanti sostengono (come noi) una critica sensata non ci interessano. Almeno quelle che sono frutto di cortigianerie, servilismi decadenti o semplice cabaret. Lasciamo tutto ciò, volentieri, ad altri senza entrare in polemica con nessuno e andando dritti per la nostra strada che non è basata su teoremi, ma solo ed esclusivamente su fatti concreti. 1) Nessuno ha mai parlato di spaccature all’interno dello spogliatoio, semmai abbiamo detto che alcuni giocatori hanno poco dialogo con l’allenatore, la squadra è unita. 2) Continuiamo a ritenere che la Juve non abbia gioco offensivo. 3) Arretrando davanti all’avversario per puntare esclusivamente sulla difesa prima o poi il gol si prende. 4) La Juve è fisicamente in affanno soprattutto nella fase finale della partita. 5) I continui infortuni sono un preoccupante campanello d’allarme su una preparazione che esclude il lavoro in palestra. 6) Nell’era della comunicazione globale non si demonizza la critica parlando (fuori luogo) di premeditazione ma spiegando come si possono superare le lacune evidenziate. 7) In un mondo ipertecnologico non si può additare la sfortuna per coprire proprie negligenze o propri errori. 8 All’inizio di questa stagione la dirigenza Juve ha fatto proclami pubblici di vittoria che vanno sostenuti con fatti concreti. 9) Non è puntando solo e sempre sull’orgoglio dei grandi campioni che si possono conseguire i successi. 10) La rosa è competitiva ma c’è bisogno di più qualità a centrocampo.
Detto questo, riteniamo che la vittoria sul Real Madrid sia stata una indispensabile boccata d’ossigeno maturata soprattutto grazie al dispendio fisico e mentale di grandissimi trascinatori come Alex Del Piero e Pavel Nedved. Ma saremmo ingiusti se non includessimo anche altri giocatori come Chiellini, Amauri e Sissoko. Aggiungiamo che saremo i primi a riconoscere eventuali meriti a Ranieri qualora il tecnico della Juve dovesse dimostrare, con i fatti, di incidere davvero in un miglioramento della squadra. Per il momento non vediamo questi segnali e ci sembra ancora una volta deludente la tesi (sostenuta dal tecnico) che la Juve, a parità di avversari, abbia maturato gli stessi punti della scorsa stagione. Sai che soddisfazione! Sono altre le cose da cambiare e riguardano l’atteggiamento della squadra in campo, che deve essere aggressivo per tutta la durata della gara e non solo nei minuti iniziali. La mentalità del tecnico deve fondersi con la mentalità della squadra e siccome parliamo di Juve questo connubio non può che mirare solo ed esclusivamente alla vittoria senza mai arretrare sul terreno del calcolo o della convenienza.

E’ stata la serata di Del Piero, è stata la serata della Juve, è stata anche la serata di Ranieri che può finalmente tirare un sospiro di sollievo dopo tanti brutti momenti. L’allenatore è persona intelligente e capirà che c’è ancora molto da lavorare, ma ci piace sottolineare a quanti guardavano a questa rosa con scetticismo che, evidentemente, la materia prima non manca. Il riscatto della Juve arriva nel momento più importante: bentornata Juve, c’era bisogno che battessi un colpo. E che colpo.

Avevamo descritto tutto: la crisi di risultati (e non ci voleva molto), la crisi di spogliatoio, la crisi dirigenziale. La Juve ha grossi problemi da risolvere, ma noi continuiamo ad essere ottimisti e insistiamo nel ritenere competitiva questa rosa che, però, deve essere gestita da altre mani per coniugarsi finalmente con una vera mentalità vincente. La Juve gioca male, è sfilacciata, non punge e si difende con angoscia. Ora è pure ridotta ai minimi termini per gli infortuni. Sono questi i problemi da risolvere in attesa dell’incubo Real Madrid.

È il momento della compattezza e dell’unione. La Juve deve fare appello a tutte le sue risorse per affrontare la delicatissima settimana di sfide contro Napoli, Real Madrid e Torino. Siamo convinti che il senso di responsabilità debba prevalere su tutto.

Apro questo nuovo blog ripartendo da una delle opinioni espresse da uno della nostra community. Leggi tutto

Spesso mi chiedete informazioni su Andrea Agnelli. Volete sapere se ci sono novità che lo riguardano e, generalmente, auspicate un suo ritorno alla Juve in ruoli operativi. Leggi tutto

Mecenatismo e gestione oculata: la Juve non può sfuggire a questa logica che appartiene a tutti i grandi club. Sono le due facce della stessa medaglia. Il mecenatismo è figlio di passione e competenza. Questa seconda qualità è, invece, indispensabile per una gestione oculata. Entriamo nel cuore del problema. La Juve da più di due anni segue la stella polare della conduzione societaria eticamente e finanziariamente corretta. L’ottimo lavoro svolto attraverso la pianificazione di un nuovo stadio consentirà alla Juve di guardare al futuro con più serenità. Già, ma a partire dal 2011, se tutto andrà bene.
Nel frattempo è sempre più difficile conciliare contenimento dei costi e qualità. Ed è qui che nasce l’equivoco. La Juve non può ricondurre tutto a una mera questione di entrate ed uscite. Certo, è necessaria questa attenzione, ma il calcio richiede anche altro: mecenatismo, appunto.

La Juve è attesa da un ciclo terribile: Napoli, Real Madrid e derby. Finita la sosta ci saranno sette giorni per capire. Leggi tutto